SEO e AI per aziende, posizionamento siti Treviglio (BG)
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SEO e Intelligenza Artificiale: cosa devono sapere le aziende oggi11 min read

Che cos’è la SEO nell’era dell’intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha trasformato radicalmente il modo in cui le persone cercano online.
Strumenti come ChatGPT, Perplexity e le nuove funzionalità di Google AI Overview hanno modificato le abitudini degli utenti, che oggi si aspettano risposte rapide, esaustive e personalizzate.

Questa evoluzione influisce direttamente sulla Search Engine Optimization (SEO), che non può più limitarsi a intercettare parole chiave, ma deve rispondere a bisogni reali, concreti e complessi.

Come l’AI sta cambiando le ricerche online degli utenti

Da parole chiave semplici a ricerche conversazionali

Fino a poco tempo fa, le ricerche erano brevi e dirette. Chi cercava un prodotto o servizio su Google usava parole chiave generiche come:

  • “idraulico Treviglio”
  • “caldaie a condensazione offerte”
  • “hotel centro Milano”

Oggi, grazie all’AI, le ricerche sono molto più articolate, conversazionali, complesse. Ad esempio:

  • “Qual è la caldaia più efficiente per un appartamento di 90 mq a Treviglio?”
  • “Meglio una pompa di calore o una caldaia a gas per risparmiare?”
  • “Qual è un hotel silenzioso con parcheggio vicino al Duomo di Milano?”

Queste nuove modalità di ricerca riflettono intenzioni più specifiche, alle quali Google — e sempre più spesso strumenti come ChatGPT — cerca di rispondere con testi sintetici e completi, spesso senza che l’utente debba cliccare su altri siti.

Cosa significa per il tuo sito aziendale?

Le persone pongono domande complete e si aspettano risposte immediate, spesso senza dover cliccare su più link.

Questo comportamento potrebbe ridurre il traffico verso i siti web che non riescono a fornire risposte dirette e pertinenti.

Significa che non basta più ottimizzare per parole chiave generiche. È fondamentale:

  • comprendere l’intento dell’utente
  • produrre contenuti che rispondano esattamente a quelle domande
  • strutturare il sito in modo che l’AI lo comprenda e lo valorizzi

 

Google AI Overview: cos’è e come influenza la SEO

Per rispondere a queste esigenze, Google ha introdotto gli AI Overviews: delle risposte generate dall’AI visibili direttamente nella pagina dei risultati.

In pratica, Google “legge” i contenuti dei siti e ne sintetizza le parti più utili per fornire risposte dirette, mischiando informazioni prese da più siti  (magari anche dal tuo) e generando risposte complete (anche se non sempre veritiere).

 L’utente che ha bisogno di una risposta immediata la trova direttamente in SERP, senza dover setacciare ogni sito.

Ad esempio, se un utente cerca:
“Come scegliere la cucina su misura giusta per una casa piccola?”
Google potrebbe mostrare un riquadro con un riassunto che include informazioni su cucine salvaspazio, colori chiari, e suggerimenti funzionali — tutto basato su contenuti trovati nei siti web.

AI Overview può ridurre la necessità per gli utenti di visitare siti esterni.

Per le aziende, questo significa che è fondamentale creare contenuti che possano essere riconosciuti e utilizzati dall’AI di Google per rispondere alle domande degli utenti.

Cosa può fare un SEO specialist oggi: 3 strategie concrete

Il compito di un SEO specialist non è più solo quello di far apparire un sito in prima pagina, ma intercettare gli interessi degli utenti in modo più profondo. Ecco come:

1. Scrivere contenuti per AI che rispondano a domande specifiche

Esempio SEO efficace
Se un’azienda vende sistemi di climatizzazione, non basta creare una pagina con scritto “Condizionatori Treviglio”.

Un SEO specialist potrebbe invece consigliare di pubblicare un articolo come:
“Come scegliere un condizionatore per una casa con soffitti alti: guida per l’estate 2025”

Questo tipo di contenuto ha maggiori possibilità di apparire negli AI Overviews o nelle ricerche vocali perché risponde direttamente a una domanda reale.

2. Analizzare come gli utenti parlano e cercano realmente

Utilizzando strumenti SEO avanzati, è possibile analizzare le vere domande che gli utenti pongono online.
Esempio
Per un’azienda che installa impianti fotovoltaici, si possono scoprire domande frequenti come:

  • “Conviene installare il fotovoltaico se lavoro tutto il giorno fuori casa?”
  • “Quanto costa la manutenzione di un impianto con accumulo?”

Un SEO specialist può strutturare i contenuti in modo che rispondano in modo chiaro, semplice e affidabile a queste domande.

3. Organizzare il sito per facilitare l’AI

L’intelligenza artificiale legge e interpreta i contenuti in modo diverso rispetto agli umani. Un sito ordinato, con titoli chiari, paragrafi brevi e domande/risposte esplicite, aiuta l’AI a comprendere meglio e a “catturare” i contenuti giusti da mostrare agli utenti.

Esempio SEO pratico:
Un’azienda che produce scaffali per negozi può strutturare la pagina così:

  • H2: “Come scegliere scaffali per un negozio di abbigliamento”

  • H3: “Materiali più adatti”

  • H3: “Illuminazione integrata: sì o no?”

  • H3: “Quanto spazio serve per il magazzino?”

Una struttura chiara e tematicamente centrata rende il contenuto più “digeribile” dall’intelligenza artificiale di Google.

Come analizzare i KPI SEO oggi: metodi ed esempi pratici

Se l’intelligenza artificiale ha cambiato il modo in cui le persone cercano online, si impone un nuovo modo di valutare l’efficacia delle attività SEO.

Di seguito ti spieghiamo quali KPI (Key Performance Indicators) tenere sotto controllo, e ti mostriamo esempi reali applicabili a contesti aziendali diversi.

I dati classici — come visite organiche e posizione media — non bastano più da soli per misurare l’efficacia di una strategia SEO moderna.

Ecco come un’azienda può oggi valutare il ritorno di un investimento SEO, tenendo conto dei cambiamenti introdotti dall’AI.

1. Volume di traffico organico: va interpretato, non solo misurato

Tradizionalmente, l’aumento del traffico organico era il KPI principale. Oggi, con l’introduzione degli AI Overviews, gli utenti leggono le risposte direttamente nella pagina dei risultati. Potresti vedere la crescita dei risultati zero-click (cioè senza clic), ma posizionarti benissimo anche con meno traffico.

KPI da monitorare oggi:

  • Il numero di impressioni su Google Search Console (quante volte vieni mostrato, anche senza clic)
  • CTR (Click Through Rate): il rapporto clic/impressioni per capire se il tuo titolo/meta description riesce ancora a portare clic
  • Il tipo di query che genera traffico (informativa? transazionale? localizzata?)
  • Posizione media per le query principali

 

Esempio pratico:
Una clinica veterinaria pubblica un articolo su “Come capire se il cane ha il mal di stomaco”.
Google mostra l’articolo nell’AI Overview, ma il traffico al sito non cresce visibilmente.
In Google Search Console, però, si nota che l’articolo riceve oltre 5.000 impressioni al mese con un CTR dell’1,2%.
Quindi, l’articolo sta costruendo visibilità e autorevolezza, anche se i clic sono ridotti.

2. Numero e qualità dei contatti (conversioni)

In un contesto in cui il traffico può diminuire ma la qualità aumentare, il numero di conversioni (contatti, preventivi, iscrizioni) diventa ancora più importante. Meglio pochi contatti ma molto qualificati, piuttosto che tanto traffico poco interessato.

KPI da monitorare oggi:

  • Tasso di conversione da traffico organico (contatti diviso visite da Google)
  • Numero di azioni completate (form compilati, click su WhatsApp, chiamate dal sito)
  • Numero di lead qualificati: i contatti sono davvero in target?

 

Esempio SEO pratico:
Un’azienda che vende scaffalature per negozi crea una guida SEO ottimizzata: “Come scegliere gli scaffali per un concept store di abbigliamento”.
In un mese, solo 40 utenti leggono l’articolo.
Ma 3 compilano il form per richiedere un progetto su misura.
La Conversione è del 7,5%, e tutti i contatti sono in target con l’offerta commerciale.

3. Copertura delle query a lungo termine (long tail SEO)

La long tail SEO funziona benissimo con l’AI, perché intercetta domande specifiche che spesso sfuggono ai grandi portali. Le ricerche sono spesso più dettagliate, articolate e specifiche. Questo premia chi lavora bene sulla SEO “long tail” — cioè su contenuti che rispondono a domande molto precise, spesso con poco traffico ma alta rilevanza.

KPI da monitorare oggi:

  • Numero di query diverse per cui sei visibile (su Google Search Console)
  • Presenza nelle ricerche conversazionali o nelle domande (query che iniziano con “come”, “quale”, “perché”, ecc.)
  • Crescita delle visite da articoli di blog o pagine informative ben ottimizzate

 

Esempio SEO pratico:
Un’azienda termoidraulica scrive articoli SEO tipo:

  • “Meglio pompa di calore o caldaia ibrida per case con termosifoni?”
  • “Conviene installare una pompa di calore con impianto fotovoltaico?”

Ognuno di questi articoli porta 200-300 visite/mese da ricerche molto specifiche, che un competitor generico non riesce a intercettare.

Risultato: più visibilità di qualità, più autorevolezza tecnica.

4. Presenza nei risultati AI Overviews e visibilità indiretta  grazie a citazioni nei risultati zero-click

Google sta iniziando a mostrare citazioni e fonti nelle sue risposte AI. Anche se l’utente non clicca, il tuo brand può guadagnare credibilità e visibilità indiretta.

Cosa valutare oggi :

  • Citazioni del tuo sito nei featured snippet e AI Overviews
  • Visibilità del tuo brand anche senza clic (brand awareness)
  • Feedback qualitativo dai clienti: “Vi abbiamo trovati su Google, c’era la risposta al nostro dubbio”

Esempio SEO pratico:
Un’azienda di consulenza fiscale scrive un approfondimento su: “Flat tax 2025 per partite IVA: cosa sapere”.

Google mostra l’articolo come fonte nei risultati AI per la query: “Cosa cambia nella flat tax 2025?”

I clienti iniziano a dire: “Vi ho visti su Google mentre cercavo info sulla flat tax”.
L’azienda non ha ricevuto clic, ma ha rafforzato il suo posizionamento come esperto del settore.

5. Performance dei contenuti informativi

Non solo pagine prodotto: oggi è fondamentale creare contenuti che educano, informano e aiutano. Un buon contenuto può non generare subito una vendita, ma avvicina il potenziale cliente.

KPI da monitorare oggi:

  • Tempo medio sulla pagina e frequenza di rimbalzo
  • Scroll depth (quanto l’utente legge prima di uscire)
  • Numero di pagine per sessione e interazioni

 

Esempio pratico:
Un’azienda che vende cucine su misura pubblica:
“Come progettare una cucina per spazi piccoli: 7 soluzioni reali”
L’articolo ha un tempo medio di lettura di 4 minuti e un tasso di scroll al 90%.
I lettori leggono tutto e poi cliccano sul link: “Parla con un progettista”.
Meno traffico, ma massimo coinvolgimento. 

La SEO oggi non si misura più solo con “quante visite ho fatto questo mese?”.
Nell’era dell’AI, le domande giuste sono:

  • Quante persone sto davvero aiutando?
  • Quanti contatti stanno arrivando dalla SEO?
  • Sto rispondendo in modo utile alle domande che i miei clienti si fanno?

Per fare questo serve un partner che sappia analizzare in profondità i dati e aiutarti a leggere il reale valore della tua presenza online.

La posizione zero nell’era degli AI Overviews: cosa sta succedendo?

Grazie ad un accurato e continuo lavoro SEO, molti nostri clienti hanno ottenuto nel tempo numerose Parole chiave in Posizione Zero, e di conseguenza, un notevole traffico verso alcuni contenuti del loro sito.

Ma adesso cosa succede ora?

Per chi non lo sapesse, la posizione zero era il featured snippet, ovvero quel riquadro in cima ai risultati di ricerca che forniva una risposta sintetica direttamente nella SERP, estratta da una pagina web.

Era considerata il “sacro graal” della SEO: massima visibilità, alta autorevolezza, spesso associata a un boom di traffico — anche se non sempre (molti utenti leggevano e non cliccavano). Tutto molto simile all’AI Overview.

Il classico featured snippet (posizione zero) sta venendo sostituito o assorbito dall’AI Overview.

Cosa cambia nelle Keyword in posizione Zero con  l’introduzione di AI Overviews

Con gli AI Overviews, Google non si limita più a estrarre un frammento testuale da un solo sito, ma sintetizza le informazioni da più fonti usando l’intelligenza artificiale.

Ecco cosa accade:

  • Il classico featured snippet viene spesso sostituito dall’AI Overview, che mostra un paragrafo generato da Google e più link di riferimento.
  • Il contenuto della posizione zero non proviene più da un’unica pagina, ma da un mix di fonti valutate rilevanti dall’algoritmo AI.
  • Anche se il tuo sito viene citato tra le fonti, non hai più il controllo sul testo mostrato come succedeva nel featured snippet.

 

Addio alla posizione zero? Non proprio…

La posizione zero non scompare, ma viene “assorbita” e trasformata:

  • Nei casi in cui l’AI Overview non viene attivato, il featured snippet esiste ancora.
  • In altri, il tuo sito può essere una delle fonti dell’AI Overview — e se citato visivamente, puoi comunque ottenere autorevolezza e visibilità di marca (anche se meno clic diretti).
  • Google sta testando nuovi formati in cui i featured snippet convivono con l’AI (es. featured snippet + overview generata).

Riassumendo: ora il contenuto viene da più fonti, la visibilità resta ma con meno controllo e meno clic diretti.

SEO e AI: cosa deve fare un’azienda oggi?

L’adozione dell’AI nella ricerca online comporta diverse sfide e opportunità per le aziende. Per rimanere competitivi in questo nuovo scenario la tua azienda dovrebbe:

  • Collaborare con esperti SEO e AI: affidarsi a professionisti del digital marketing che comprendano le dinamiche dell’AI e possano guidare l’azienda nell’adattamento delle strategie SEO.
  • Monitorare le tendenze: stare aggiornati sulle evoluzioni dell’AI e su come influenzano la SEO.
  • Creare contenuti di qualità: è essenziale produrre contenuti approfonditi, pertinenti e aggiornati che rispondano direttamente alle domande degli utenti.
  • Strutturare bene il sito (UX,titoli, markup): un sito ben organizzato e facilmente navigabile aiuta l’AI a comprendere meglio i contenuti e a presentarli agli utenti.
  • Usare Dati strutturati: l’implementazione di dati strutturati (schema markup) facilita la comprensione dei contenuti da parte dell’AI e migliora la visibilità nei risultati di ricerca.
  • Migliorare l’esperienza utente: un sito veloce, mobile-friendly e con una buona esperienza utente è più apprezzato sia dagli utenti che dai motori di ricerca.

La tua SEO è pronta per l’intelligenza artificiale?

L’intelligenza artificiale sta ridefinendo le regole del gioco nel mondo della SEO. Per le aziende, è fondamentale comprendere questi cambiamenti e adattare le proprie strategie di marketing digitale di conseguenza.

Se vuoi capire come adattare il tuo sito web a questi nuovi scenari o rendere più efficace la tua presenza online, Forlani Studio è al tuo fianco per accompagnarti passo dopo passo.

Contattaci e  analizzeremo insieme i tuoi KPI per trasformare i dati in decisioni strategiche.

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